Catia Giorni: «In questi anni tanti errori da un’amministrazione “maurocentrica”»

«Sansepolcro abbandonata a sé stessa, attività produttive in estrema difficoltà fin da prima dell'emergenza sanitaria. Sul ponte vicende quasi comiche»

Catia Giorni

Foto di M5S Sansepolcro

Catia Giorni è l’unica consigliera del Movimento 5 Stelle nell’assise biturgense e si trova all’opposizione della Giunta Cornioli con PD, Forza Italia e Lega. L’esponente pentastellata, che nel 2016 era candidata al ruolo di sindaco, ha partecipato al giro di lunghe interviste che TeverePost sta rivolgendo ai capigruppo consiliari, partendo dall’attualità delle misure anti-coronavirus per arrivare ad un’analisi più ampia della situazione politica.

Come giudichi l’operato dell’amministrazione durante questa emergenza?

L’emergenza Covid-19 è stata qualcosa di totalmente inaspettato e nuovo per tutti noi, che ha messo in discussione tutte le convinzioni che finora avevamo. Tutti coloro che si sono trovati ad amministrare e a prendere decisioni in questo periodo, a partire dal livello nazionale fino ad arrivare a quello comunale, hanno avuto una responsabilità enorme. Chi è stato in prima linea e si è trovato a prendere decisioni difficili, spesso in poco tempo, va comunque ringraziato. Fatta questa necessaria premessa, ritengo che il sindaco Cornioli abbia gestito la situazione come è nelle sue corde: da decisionista. Relativamente agli aiuti alimentari arrivati dal governo, i famosi 83 mila euro, Cornioli ha deciso subito di destinarli ai soli pacchi alimentari. La Caritas ha fatto un lavoro eccezionale, come al solito, e va ringraziata. In numerose comunicazioni Skype ho chiesto di valutare di affiancare ai pacchi anche i buoni spesa (soluzione adottata da molti comuni, ad esempio Cortona), ma il sindaco è stato irremovibile. A mio parere, prima di agire, andava fatta una riflessione e un’analisi, andava capito quanti erano effettivamente i destinatari degli aiuti e quale poteva essere la modalità di aiuto a loro più gradita. Fare una riflessione in più, consultandosi anche con chi da anni gestisce il settore del sociale e quindi ha un quadro chiaro della situazione, poteva essere di grande aiuto.

Come valuti le scelte del Governo e della giunta regionale?

Io sono molto soddisfatta dell’operato del governo Conte, sia per le decisioni prese che per il modo in cui sono state comunicate. Certo, spiace che in questa situazione di oggettiva difficoltà ci sia stato un atteggiamento di continua polemica da parte dell’opposizione. Serviva la massima unità, ma evidentemente per qualcuno conta più la propria propaganda che il bene comune. Il nostro paese è stato il primo a dover fronteggiare l’emergenza e lo ho fatto cercando di far combaciare il più possibile la fondamentale esigenza di salvaguardare la salute pubblica con quella di non penalizzare troppo le attività produttive. Per quanto riguarda l’operato della giunta regionale, il mio giudizio è tutto sommato positivo. Certamente, aver avuto qualche giorno in più per prepararsi all’emergenza, per il fatto di aver visto quanto accaduto nelle regioni del Nord Italia che hanno dovuto fronteggiare per prime il problema, ha sicuramente aiutato. È stata sicuramente giusta la scelta di separare gli ospedali fra Obi Covid-19, Covid-19 e non Covid-19, che ha permesso di non diffondere troppo il contagio a livello di strutture sanitarie. Questo giudizio sull’operato della giunta regionale in questa situazione emergenziale non deve però far dimenticare il fatto che, negli ultimi venti anni, sono state compiute scelte infelici che hanno portato drastici tagli al sistema sanitario di tutta la Toscana (quanto è successo all’ospedale di Sansepolcro, in termini di taglio dei servizi, ne è un triste esempio). L’accorpamento dei distretti sanitari, la perdita di qualsiasi autonomia e capacità decisionale delle aree periferiche: tutto questo, soprattutto ora, pesa come un macigno.

Al di là dell’emergenza attuale, come giudichi l’operato dell’amministrazione nei primi 4 anni di legislatura?

Nelle mia prima risposta ho parlato di “sindaco Cornioli” e non di “amministrazione Cornioli” non a caso. È innegabile che questa sia stata un’amministrazione “maurocentrica” in cui il contributo degli altri esponenti di maggioranza è stato pressoché annullato. Le conseguenze si sono viste. Se noi avevamo parlato di “immobilismo” per l’amministrazione Frullani, per Cornioli questo termine è quasi un complimento, pensando ai tanti errori fatti e ai risultati non raggiunti (pur a fronte di annunci roboanti). Se pensiamo all’entusiasmo e alla voglia di fare mostrati in campagna elettorale, e che ha spinto molti nostri concittadini a dar fiducia a quella coalizione, non si può non essere rammaricati. Non c’è stato confronto con nessuna parte della città, non c’è stata condivisione: ci si è limitati all’amministrazione di tutti i giorni, senza mostrare una minima capacità di lungimiranza e di visione sistemica. Tante decisioni prese sono state motivate come “scelte obbligate”, come se davvero un’amministrazione non avesse nessun ruolo. In tutto questo, ha sicuramente influito il fatto di non avere collegamenti politici, il fatto di essere “isolati”. Purtroppo, le conseguenze di tutto questo sono sotto gli occhi di tutti: tutte le attività produttive sono in enorme difficoltà (fin da prima dell’emergenza sanitaria), Sansepolcro sembra davvero una città abbandonata a sé stessa. E da un sindaco che si è anche tenuto la delega alla attività produttive, per la convinzione di poter portare risultati significativi in questo settore, questo è ancora più grave.

Quali sono la cosa migliore e la cosa peggiore fatta dall’amministrazione?

La cosa migliore, una delle pochissime fatte, è la riapertura della casa di Piero. Avevano iniziato bene insomma, facendo ben sperare per gli anni futuri… ma si sono fermati lì. La cosa peggiore è l’atteggiamento di chiusura che si è avuto nel corso di questi anni, il non saper riconoscere gli errori e non saper cogliere stimoli, suggerimenti, proposte provenienti dall’esterno. Potrei fare tantissimi esempi di questo atteggiamento, mi limito ad alcuni: la vicenda del secondo ponte sul Tevere. Un ritardo così grande sull’inizio dei lavori, le vicende quasi comiche legate a tutto l’iter sono indice di una totale incapacità di amministrare. Anche sul fronte dell’edilizia scolastica si sono registrati gravi ritardi: basti pensare ai lavori che riguardano la Buonarroti. Il finanziamento è arrivato da tanto tempo, e allora viene spontaneo chiedersi perché sia ancora tutto bloccato. Soprattutto in questo momento, aver potuto già contare su istituti ristrutturati e sicuri avrebbe sicuramente fatto la differenza. Oppure, l’incuria nei confronti della nostra città: si pensi alla pubblica illuminazione per cui, tranne qualche intervento di routine, non è stato nemmeno cominciato quel lavoro di sistemazione complessiva di cui tanto c’è bisogno.

Qual è la cosa più importante che l’amministrazione dovrebbe fare prima della fine della legislatura?

Dare un po’ di respiro alle attività produttive, che usciranno da questa crisi sanitaria con le ossa rotte. Sia in termini di facilitazioni fiscali, sia con provvedimenti che possano aiutarle a riprendere il loro lavoro.

Qual è la proposta di un altro gruppo di opposizione che avreste voluto fare voi?

In alcuni casi sono state presentate iniziative anche comuni. Penso soprattutto agli ordini del giorno in favore della difesa del Distretto sanitario. Sulle singole proposte è capitato a volte che più gruppi presentassero le stesse richieste (ultimi casi le interrogazioni su RSA alla Balestra e ipotesi nuovo centro commerciale a Santa Fiora). Nel corso di questi anni, abbiamo sempre cercato di accogliere le proposte degli altri gruppi in modo costruttivo e senza pregiudizi: più di una volta ho votato a favore delle proposte presentate dagli altri gruppi, se erano utili per la nostra città.

Quali sono i rapporti con gli altri gruppi di opposizione?

Come ho detto prima, se c’è qualche proposta o qualche tema su cui si può collaborare, noi lo abbiamo sempre fatto senza problemi. Poi, ognuno ovviamente ha le sue tematiche da portare avanti e le sue sensibilità, sarebbe strano il contrario.

Come vi preparate alle elezioni regionali?

L’emergenza che stiamo vivendo non potrà che cambiare sensibilmente tutti gli scenari che finora ci sono stati. Cambieranno le necessità, le esigenze e la politica dovrà essere la prima ad intercettare questi cambiamenti. A livello regionale, penso che il discorso andrà fatto prima di tutto sulle politiche sanitarie e sul tema del lavoro.

Come vi preparate alle comunali dell’anno prossimo e quale scenario politico ipotizzate che ci sarà?

Stiamo lavorando per costruire un’alternativa a questa amministrazione: un’alternativa che metta al centro il lavoro di squadra, il confronto e il dialogo con tutte le realtà cittadine, la progettualità. Per quanto riguarda lo scenario politico, mai come in questo momento storico tutto è fluido, il che rende davvero molto difficile fare previsioni di qualunque tipo. Più che un’ipotesi, esprimo una speranza: ovvero che ci siano tante persone disposte ad impegnarsi e a mettersi in gioco per il rilancio di Sansepolcro, secondo le competenze e le possibilità che ognuno di noi ha. La partecipazione è sempre la vittoria più grande, per tutti.

A livello personale, per quelle che erano le tue aspettative prima di dedicarti ad attività politico-istituzionali, come giudichi oggi la tua esperienza?

Il mio giudizio su questa esperienza è del tutto positivo. Per me, che ho sempre avuto la passione della politica, poter entrare dentro ai meccanismi e alla macchina amministrativa è stato molto utile e formativo. Imparare a leggere un bilancio, a studiare le pratiche urbanistiche, sono tutte cose che mi hanno molto arricchito a livello personale. Certo, è forte anche il rammarico di vedersi bocciate e non ascoltate tante proposte e tante idee che avevamo presentato, spesso solo per partito preso e senza una reale motivazione. Quest’esperienza mi ha insegnato anche il valore e l’importanza del lavoro di squadra: per fortuna ho un gruppo di persone intorno con le quali mi confronto quotidianamente, e che più di una volta mi hanno dato preziosi consigli e indicazioni, evitandomi anche di sbagliare. La mia idea di politica è proprio questa: lavorare insieme per risolvere i problemi, con impegno, umiltà, voglia di imparare e di studiare, con il desiderio di confrontarsi e di impegnarsi in prima persona per il bene della comunità.

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