Massimo Mercati: «“Primavera 2021” contributo per lo sviluppo della valle nel suo complesso»

Il presidente di Progetto Valtiberina: «Favorire il dialogo tra enti pubblici, impresa e società civile, nella convinzione che dal bene comune derivi il bene individuale»

Massimo Mercati

È stato ratificato sabato dall’assemblea dell’associazione Progetto Valtiberina il documento Primavera 2021, un articolato testo che esamina alcune tematiche di grande rilievo per il futuro del nostro territorio. TeverePost ne ha parlato con il presidente di Progetto Valtiberina Massimo Mercati, che nella prima parte dell’intervista ha sintetizzato la storia e l’attività del sodalizio.

Cos’è Progetto Valtiberina?

Progetto Valtiberina è un’associazione di promozione culturale e sociale che nasce nel 2015 da un primo nucleo di amici per poi allargarsi fino a contare intorno ai 180 associati. Si propone di lavorare nella logica della crescita qualitativa della valle, cioè per uno sviluppo socialmente equo, sostenibile da un punto di vista ambientale ed economicamente valido. Su questi contenuti – i cui ispiratori sono da una parte il fisico Fritjof Capra, teorico della complessità, e dall’altra il professor Zamagni – abbiamo iniziato a impostare una serie di attività orientate all’operatività. In questi anni credo che di cose ne abbiamo fatte tante: il Festival dei cammini di Francesco, operazione di assoluto spessore, il tema del bando sismico per la messa in sicurezza, il lavoro in collaborazione con Valtiberina Autismo, tanti convegni, la creazione di Progetto Valtiberina Young per il coinvolgimento dei più giovani, azioni sul tema del rapporto con le amministrazioni in un’ottica sia di supporto che, se vogliamo, di critica. È nota la nostra posizione sul secondo ponte sul Tevere, che abbiamo cercato di approfondire affiancando l’amministrazione in maniera in questo senso oppositiva. Altre volte invece siamo andati a supporto, come sul regolamento dei fitofarmaci. Oggi quindi Progetto Valtiberina è una realtà solida che si propone di guardare alla valle nel suo complesso. Questo è uno dei punti chiave del documento Primavera 2021.

Come è nato e che obiettivi si pone il documento?

La tornata elettorale che coinvolge tre comuni è un’occasione importante per sollecitare in tutta la valle determinate tematiche, quindi la logica è prescindere dalla singola elezione amministrativa e mettere sul tavolo del dibattito di valle alcune linee di sviluppo che a noi sembrano particolarmente valide e sulle quali abbiamo sempre lavorato. L’esigenza è nata anche perché le varie forze politiche o liste iniziavano a prendere contatti con noi, che non avendo uno schieramento partitico di nessun tipo abbiamo elaborato delle linee guida insieme ai nostri soci. Questo ha funzionato bene, sono molto contento perché lavoriamo a questo documento da oltre due mesi: lo abbiamo prima condiviso all’interno dell’associazione, diversi soci sono intervenuti con proposte e correzioni, e sabato abbiamo fatto un’assemblea col documento finale dove abbiamo detto: “Bene, questi sono i temi, li andiamo a porre come visione di sviluppo della valle”.

In un certo senso si potrebbe dire che il testo assomiglia ad un programma elettorale, con una prospettiva però di più ampio respiro?

Il taglio è un po’ più alto rispetto a un documento elettorale: non guarda tanto alla singola realtà ma alla nostra valle, le cui problematiche sono molto simili, anche se differenziate. Queste sono delle linee guida che non costituiscono solo una proposta, ma sono in qualche maniera il programma d’azione di Progetto Valtiberina per i prossimi anni. Noi lavoreremo su questo e lo faremo rilanciando su un’operatività importante. Stiamo anche pensando di trasformare l’associazione in fondazione, perché pensiamo che ci sia bisogno di un soggetto del terzo settore che possa costituire un punto di riferimento della società civile organizzata.

Come si pone Progetto Valtiberina rispetto alle forze politiche che si stanno muovendo in vista delle prossime elezioni?

Noi crediamo, e anch’io ne sono fermamente convinto, che perché una comunità si sviluppi è necessario che ci siano sistemi che si muovono nella stessa direzione. È il principio che Zamagni definisce di sussidiarietà circolare, dove enti pubblici, imprese e società civile organizzata sono in dialogo. Noi costituiamo questa parte, quindi non potremmo e non abbiamo mai pensato né di proporci come lista né di andare ad appoggiare l’una o l’altra, anche perché dentro l’associazione ci sono tante anime. Però come società civile pensiamo che il nostro ruolo sia quello di cercare di supportare chi verrà eletto verso una direzione, sperando che si possa sviluppare un dialogo positivo. Promuovere e fare cultura non è una cosa banale, perché su tanti temi c’è poca conoscenza. Bisogna insomma cercare di lavorare a questa interazione tra società civile, impresa ed enti pubblici. Quindi genesi associativa, programma associativo ma stimolo per dire: “Signori, abbiamo questa occasione, cosa facciamo di concreto?” Basti pensare al tema dell’integrazione di valle: oggi tra Sansepolcro e Città di Castello – dove io tra l’altro sono nato e cresciuto – sembra ci sia un muro come tra Messico e Stati Uniti. Non possiamo pensare di andare avanti guardando solo a Sansepolcro o ad Anghiari, ci vuole una visione che un soggetto come Progetto Valtiberina pensiamo debba stimolare.

Leggendo Primavera 2021 se ne nota la visione di lungo periodo, che contrasta con una politica che oggi, anche rispetto al passato, non riesce più a guardare lontano.

Ci sono proposte come la trasformazione del sistema agricolo, o l’evoluzione dei centri storici e l’integrazione con le realtà industriali, oppure ancora un sistema sanitario strutturato in una visione socio-sanitaria: sono concetti che se non vengono guardati in una visione da qui al 2030 non possono essere affrontati. Quindi occorre una road map che però poi presuppone una coerenza dell’azione giorno per giorno, altrimenti non ci arriveremo mai. Il tema non è tanto chi vince le elezioni, i programmi elettorali sappiamo quello che sono. Il problema è cosa viene fatto dopo. Progetto Valtiberina dice “noi non molliamo, ci siamo adesso e ci saremo dopo, e per noi la strada è quella”. In questo senso possiamo quindi essere il soggetto che aiuta a fare questo ponte tra enti, imprese e società civile, una sorta di moltiplicatore di impatto positivo. Ci sono tante persone dentro l’associazione di ogni schieramento politico, ma che ormai questi concetti li condividono e soprattutto li mettono in atto, nella convinzione che dal bene comune, se riusciamo a farlo, deriverà anche il bene individuale. Quindi speriamo che il documento sia utile come contributo alla discussione e come inizio di un lavoro che vada in questa direzione.

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