Assegnazione delle deleghe, critiche dal centrosinistra

“Società partecipate, Innocenti ha nominato chi non potrà votare”. Il sindaco di Sansepolcro: “Quando servirà sarò presente personalmente. Troppi incarichi a Marzi? Evitati dissidi tra urbanistica e lavori pubblici”

Le deleghe assegnate dal sindaco Fabrizio Innocenti ad assessori e consiglieri sono state oggetto di alcuni rilievi critici da parte dell’opposizione nella seduta di ieri sera del consiglio comunale. È stata la capogruppo di PD-InComune, Chiara Andreini, a puntare il dito in particolare sugli incarichi affidati al vicesindaco Marzi e sul tema delle società partecipate.

“Ci troviamo di fronte ad una situazione molto molto particolare nella quale per la prima volta le competenze che afferiscono al settore tecnico sono in capo ad uno stesso assessore, oltre che vicesindaco, che avrà bisogno di tempo per portare avanti un lavoro così gravoso in settori strategici”. Andreini ha sottolineato anche la “sproporzione” in confronto a “un assessore che ha deleghe molto più ristrette”, con riferimento a Noferi.

Il sindaco Innocenti, nella propria replica, ha premesso di non aver “mai sentito consiglieri criticare le deleghe decise dal sindaco” e ha fatto presente che “per dieci anni il comune di Sansepolcro non ha avuto l’assessore all’urbanistica per come lo intendo io, che ero presente tutti i giorni e tutta la settimana. Anche per evitare le liti, i dissidi e i dissapori che ci sono stati tra i due piani [di Palazzo Aggiunti, sede dell’ufficio urbanistica e dell’ufficio lavori pubblici, ndr] – ha proseguito Innocenti – ho ritenuto di assegnare le deleghe ad un unico assessore, che nei cinque anni precedenti aveva ricoperto il ruolo di assessore ai lavori pubblici e che tra l’altro sarà coadiuvato dal consigliere Gallai. Quindi – ha concluso il primo cittadino – non penso di aver creato un problema di fragilità a Palazzo Aggiunti, che anzi adesso ha tutte le caratteristiche per procedere per cinque anni con tranquillità”.

Per quanto riguarda invece il tema delle società partecipate, Andreini ha sottolineato che il conferimento della delega a un consigliere comunale, Alessandro Bandini, anziché ad un assessore potrebbe rappresentare un ostacolo burocratico: “Si tratta di un caso strano – ha detto Andreini – non perché il consigliere non sia persona degna di rappresentare il nostro comune, ma perché potrebbe non avere il mandato per farlo compiutamente”.

Ciò riguarda in maniera particolare i temi di acqua e rifiuti: la legge regionale 69/2001, infatti, stabilisce che nelle assemblee delle relative autorità abbiano diritto di voto per ciascun comune esclusivamente il sindaco oppure un assessore delegato. Stessa previsione è riportata negli statuti dell’Ato Rifiuti Toscana Sud e dell’Autorità Idrica Toscana.

Sulla questione è intervenuto dapprima lo stesso Bandini (“Vero è che esistono partecipate che non prevedono per statuto la partecipazione di un consigliere delegato, ma si tratta della minor parte”) e poi il sindaco Innocenti: “Sapevamo benissimo questa cosa e l’avevamo valutata”, ha detto, specificando poi che “quando ci sarà necessità del voto sicuramente sarò presente, non delegherò se non siamo in regola legalmente”. Innocenti ha infine sottolineato che “Bandini, che è anche avvocato, è una persona molto adatta per andare a discutere di regolamenti e di servizi”.

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