La torta della nonna di Fabio Festini

Questa settimana Le Centopelli propongono un dolce tipico della tradizione toscana. Le istruzioni per prepararlo con gli immancabili consigli Augusto Tocci

Ci fa piacere che di tanto in tanto, anche i nostri amici di sesso maschile ci mandino le loro ricette. Sappiamo bene che tanti soci delle Centopelli non sono dei semplici buongustai, e che in realtà sanno difendersi alla grande anche davanti ai fornelli.

Questa settimana abbiamo il piacere di ospitare un amico di vecchia data dell’Associazione, Fabio Festini. Giovane imprenditore della Valtiberina nel settore dei prodotti per l’agricoltura e attivo nella Proloco di Monterchi, Fabio ci presenta uno dei suoi cavalli di battaglia: la torta della nonna.

Un dolce che conquista tutti con la sua delicatezza, ottimo sia per un fine pranzo che per una gustosa merenda. Una ricetta di origini certamente toscane: secondo alcuni la ricetta è da attribuirsi al territorio Aretino, mentre altri optano per un’origine più recente nell’area fiorentina. In ogni caso, la versione che Fabio ci propone è ottima e siamo pronti per scoprirne tutti i segreti in compagnia dell’immancabile Augusto Tocci.

Ingredienti crema:

Scaldare il latte.

In una  casseruola mettere le uova con lo zucchero, amalgamare bene, aggiungere la farina ed amalgamare nuovamente.

Versare il latte un po’ alla volta e girare, aggiungere tutto il latte e mettere sul fuoco vivo e girare continuamente sempre per lo stesso verso fino ad ebollizione.

Ingredienti pasta:

Unire alla farina lo zucchero e la cartina, fare la fontanella e aggiungere le uova.

Unire il burro precedentemente sciolto ( non caldo) e amalgamare il tutto.

[Ultima parte]

Dividere l’impasto a metà e una parte metterla nel fondo della teglia, versare la crema e chiudere il tutto con l’altra parte dell’impasto spianato.

Cospargere con i pinoli ed infornare a 180° per 20 minuti.

Una volta raffreddata spolverare con lo zucchero a velo

I consigli di Augusto Tocci

Uno degli ingredienti essenziali della ricetta descritta è il burro.

Si ottiene dalla lavorazione dalla crema ricavata dal latte di vacca (ma anche di capra o pecora) o dal suo siero. La preparazione avviene mediante speciali centrifughe che, emulsionando la materia prima, ne aumentano la consistenza, donandogli un colore e un sapore gradevole. Una volta veniva preparato tra le mura domestiche con uno strumento di legno, detto zangola.

Scegliamo bene – Attenzione al colore: è vero che il giallino pallido può dipendere dall’alimentazione degli animali che hanno prodotto il latte di partenza, ma può anche esprimere un’eventuale alterazione, dovuta a irrarcidimento o un elevato aumento della carica batterica acquista dal latte in un periodo troppo lungo fra mungitura e burrificazione.

Conservazione – A temperatura ambiente,il burro è di consistenza morbida, con un punto di fusione compreso fra i 28 e i33°C. Dunque deve essere conservato in ambiente fresco, oggi in frigo, un tempo nelle burraie. Così si mantiene a lungo e, per evitare l’irrancidimento, basta incartarlo bene, esponendolo il meno possibile alla luce e all’aria.

Proprietà – Al contrario di quanto si pensi, il burro è meno calorico degli oli. Molto nutriente, è ricco di calcio, proteine nobili e vitamina A. Anche se sconsigliato nei casi di ipercolesterolemia, è sicuramente preferibile alle margarine, che vengono prodotte chimicamente.

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